Via Padova, sesto fermo: la Digos indaga ancora sull’omicidio del 19enne.

Sesto fermo per l’inchiesta aperta in via Padova dopo l’omicidio del gio­vane egiziano, sabato scorso. Si tratta di un con­nazionale della vit­tima che avrebbe parte­ci­pato ai dan­neg­gia­menti. Sale così a 6 il numero dei fer­mati. Ancora non è chiara la dinam­ica dell’omicidio. E la gente, nel quartiere, ha paura.

esto fermo, ieri, per un cit­tadino egiziano nell’ambito dell’inchiesta su via Padova. La Polizia sta inda­gando per sta­bilire con chiarezza le cause della rissa poi degen­er­ata nell’omicidio di Abdel Aziz El Sayed, 19 anni, panet­tiere. La vit­tima aveva da poco chiesto il rin­novo del per­me­sso di soggiorno.

L’uomo fer­mato è stato iden­ti­fi­cato come parte­ci­pante ai dan­neg­gia­menti che si sono scate­nati dopo l’omicidio e che hanno visti coin­volti negozi e auto. Nei giorni scorsi per i dis­or­dini erano stati fer­mati 4 egiziani e un quinto uomo, un con­nazionale, è finito in carcere ieri sera. Nel corso dei taffer­ugli erano state rib­al­tate o dan­neg­giate più di una ventina di auto e alcuni negozi di pro­pri­età di latino-americani ave­vano subito atti di vandalismo

Sem­bra, dalle prime ricostruzioni, che la causa dei taffer­ugli che sono costati la vita al gio­vane panet­tiere, siano ricon­ducibili a banal­ità: : forse alla vit­tima è stato pes­tato un piede da un sudamer­i­cano apparte­nente a un grup­petto di cinque e ne è nata una lite degen­er­ata nel sangue o forse è stato un com­mento sulla pre­sunta fidan­zata ital­iana (ipotesi riferita da un tes­ti­mone, ma non con­fer­mata dalla polizia) dell’egiziano, a far nascere l’aggressione.

La gente, intanto, rib­adisce la pro­pria paura e anche il can­didato alla pres­i­denza della Regione, Fil­ippo Penati, fa sen­tire la pro­pria voce: “Dopo aver visto i pro­pri quartieri abban­do­nati dalle isti­tuzioni i cit­ta­dini delle per­iferie milanesi dovreb­bero anche veder uti­liz­zare i fondi pub­blici, per porre rime­dio alla con­dizione di degrado a cui si é giunti per l’assenza delle isti­tuzioni stesse. Per l’incapacità di garan­tire legal­ità, sicurezza e inte­grazione. Non è accetta­bile”, ha detto il can­didato del Pd al gior­nal­ista Ansa, Clau­dio Scarinzi.

E di via Padova, ieri sera, ha par­lato anche Roberto Saviano, l’autore di Gomorra in scena al Pic­colo Teatro Grassi fino al 26 feb­braio, con lo spet­ta­colo “La bellezza e l’inferno”. “Via Padova a Milano non ha nulla a che fare con Rosarno “– ha detto lo scrit­tore, sotto scorta per le minacce rice­vute dalla mafia. “A Rosarno è stata una comu­nità — ha sot­to­lin­eato poi all’Ansa — via Padova è un prob­lema di ordine pub­blico. Certo bisogna leg­gere entrambi i fenomeni in modo diverso da come fa la polit­ica del governo”.