Teatro: assegnato a Roberto Saviano il premio Ubu. Lo scrittore, il teatro luogo dell’unica verità possibile.

Roberto Saviano

È stato asseg­nato a Roberto Saviano il pre­mio spe­ciale Ubu per il teatro. Al Pic­colo teatro Grassi di via Rov­ello a Milano il pre­mio spe­ciale è stato con­seg­nato a Ser­gio Esco­bar in quanto lo scrit­tore non ha potuto parte­ci­pare alla ser­ata pre­sen­tata da Giole Dix. “Ringrazio di cuore la giuria e sono molto fiero di rice­vere questo pre­mio inat­teso” ha scritto Roberto Saviano. “Fiero — ha aggiunto — di rice­vere l’Ubu che non è un pre­mio teatrale ma ‘Il pre­mio per il teatro’. Inat­teso per­ché, come ho spesso ripetuto, mi sento un ‘abu­sivo’ del teatro. Anche se col tempo ho imparato che forse è un bene essere cit­ta­dini senza cit­tad­i­nanza: non appartenere a nes­sun luogo vuol dire imparare ad attra­ver­sarli tutti”. “È la mia vita — ha aggiunto — ad avermi inseg­nato questa sorta di capac­ità di sen­tirmi a casa ovunque. Quando non si ha nes­suna casa, ogni luogo può diventare casa”. Roberto Saviano nella let­tera invi­ata agli orga­niz­za­tori del pre­mio Ubu ha quindi aggiunto: “Per me l’esperienza del pal­coscenico è stata fon­da­men­tale. Lo spazio teatrale mi ha per­me­sso di riap­pro­pri­armi di uno spazio umano, prima nell’allestimento dello spet­ta­colo e poi, in maniera molto forte, nella messin­scena. E questo Pre­mio Spe­ciale, oltre a lusin­garmi per il suo pres­ti­gio, mi rende felice per­ché pre­mia uno spazio di lib­ertà che per me ha sig­ni­fi­cato vita. Per­ché il teatro è uno spazio altro, altro dai media, dai fogli, da inter­net, dalla tele­vi­sione, dal cin­ema. Il teatro è il luogo dove si può ancora rac­con­tare con i tempi pro­pri del rac­conto orale”. Lo scrit­tore ha quindi definito il teatro “che è in asso­luto il luogo della men­zogna, della rap­p­re­sen­tazione della finzione”, il luogo “dell’unica ver­ità pos­si­bile”. “Una ver­ità — ha spie­gato — che in questi giorni si vuole lenta­mente far morire. Alla quale si vuole togliere risorse, cibo e aria per poter dire: Vedete, il teatro non inter­essa più a nes­suno. Queste sono le nuove forme di cen­sura; togliere risorse a un set­tore per dec­re­tarne poi la nat­u­rale morte. Per questo oggi chi fa teatro e chi va a teatro com­pie un atto civile, un atto demo­c­ra­tico e con­tro questo potere politico. In una parola chi fa teatro e chi va a teatro: è pericoloso”.