Sabaudia, le cornacchie morte erano un avvertimento contro Saviano.

Lo scrit­tore era ospite di una villa sul lun­go­mare dove il 23 agosto furono trovati 20 uccelli congelati.

Ph. © Cecilia Fabi­ano / EIDON

ROMA — Un avver­ti­mento mafioso riv­olto allo scrit­tore Roberto Saviano che era ospite di una villa sul lun­go­mare di Sabau­dia. Sarebbe questo il motivo per cui sono state las­ci­ate sulla spi­ag­gia della cit­tad­ina laziale, nel tratto com­preso tra due sta­bil­i­menti bal­n­eari, le car­casse di venti cor­nac­chie grigie con­ge­late, ritrovate il 23 agosto scorso dal per­son­ale del corpo Fore­stale dello Stato. Lo si apprende da fonti inves­tiga­tive di Latina. Le car­casse erano col­lo­cate a circa 30 metri l’una dall’altra sec­ondo una dis­po­sizione ben pre­cisa. I vet­eri­nari ave­vano escluso che la morte degli ani­mali fosse avvenuta per malat­tia o arma da fuoco. Il con­ge­la­mento dei volatili sarebbe stato infatti suc­ces­sivo alla morte. Sin dall’inizio, tra le ipotesi inves­tiga­tive c’era, a parte il gesto goliardico, pro­prio l’avvertimento malav­i­toso, ma non era stato indi­vid­u­ato chi fosse la per­sona a cui era diretto. Dopo alcuni giorni di indagini è stato accer­tato che in quei giorni l’autore di «Gomorra» ha fatto il bagno in quel tratto di mare, a poca dis­tanza da dove sono state col­lo­cate le cor­nac­chie. (Fonte: Ansa).