L’eroismo all’italiana: Roberto Saviano e il suo Gomorra

di Tomáš Matras

Potrebbe suonare molto patetico, ma Roberto Saviano è davvero un eroe ital­iano dei nos­tri tempi. Con la doc­u­men­tata e pro­fonda tes­ti­mo­ni­anza sulla camorra che ha rac­colto nel suo libro Gomorra (orig­i­nale 2006, in ceco 2008), ha iniziato una guerra con­tro questa orga­niz­zazione crim­i­nale. La camorra lo minac­cia con la morte e dal 2006 vive chissà dove, sotto sorveg­lianza della polizia. Dunque pos­si­amo dire con tutta la pre­oc­cu­pazione del caso che Roberto Saviano si trova in “peri­colo di vita” e che la stessa esistenza dell’autore rap­p­re­senta un chiaro segno della lib­ertà della creazione let­ter­aria in Italia. Se dovesse suc­cedere qual­cosa a Saviano, dovremmo con­fer­mare che i clan camor­risti hanno di nuovo vinto. Una cosa che non vogliamo asso­lu­ta­mente fare.

Gia da tanto tempo non si era pre­sen­tato un sim­ile caso di coin­vol­gi­mento e cor­ag­gio per­son­ale. A questo propos­ito pos­si­amo citare forse soltanto il nome di Pier Paolo Pasolini, che ha spi­etata­mente crit­i­cato la soci­età tecno-fascista-consumistica ital­iana. Anche Roberto Saviano cita Pasolini in Gomorra e riprende il “ritor­nello” pasolini­ano di uno degli arti­coli più impor­tanti pub­bli­cati dal Cor­riere della Sera del novem­bre 1974, “Io so”. Pasolini conosceva i nomi dei crim­i­nali che si erano atti­vati in Italia in quegli anni, però non li fece: prob­a­bil­mente non ne ebbe nep­pure il tempo. In questo senso Saviano va molto oltre, cita i nomi dei boss camor­risti, nom­ina le situ­azioni con­crete, i det­tagli delle loro azioni, fino a las­cia­rci senza fiato. L´autore è molto esperto e conosce pro­fon­da­mente la prob­lem­at­ica dell’attività camor­ris­tica, la strut­tura e il modo di fun­zion­a­mento dell’organizzazione camor­ris­tica: la sua conoscenza è, come dice lui stesso, un dovere; la com­pren­sione della situ­azione della camorra è per lui un seg­nale di umanità.

A questo punto però le simil­i­tu­dini con Pasolini ter­mi­nano: lad­dove Pasolini riv­ela il carat­tere fascista della soci­età ital­iana post­mod­erna in gen­erale, Saviano tratta con grande pro­fon­dità e ampiezza il mondo della crim­i­nal­ità orga­niz­zata. L´autore incide con grande vivac­ità nel pen­siero del let­tore topon­imi quali Sec­ondigliano, Casal di Principe, Mon­drag­one o i nomi delle famiglie come i Di Lauro, gli Schi­avone, ci pre­senta le liste infi­nite dei morti, le sta­tis­tiche ter­ri­bili come se non fos­sero local­iz­zate in Europa. Non si trat­tiene di fronte ad alcuna rap­p­re­sen­tazione, anche la più scan­dalosa, dei cri­m­ini: dal con­tra­b­bando, del nar­co­traf­fico, dell’industria tes­sile ille­gale, dagli omi­cidi fino all’edilizia nera, al trat­ta­mento ille­gale dei rifiuti – sem­pre nella totale con­cretezza di tempo, luoghi e nomi delle per­sone coin­volte, senza alcuna omissione.

Gomorra sicu­ra­mente non è di facile let­tura. Non si tratta di boc­coni facili da digerire. Dopo aver finito di leg­gere il let­tore sente bri­v­idi cor­rergli lungo la schiena, non vi è sod­dis­fazione, non vi è alcuna soluzione. Avremmo voglia, come l´autore alla fine del libro, di gri­dare, di esprimere un gesto dis­per­ato per far tacere la realtà total­i­taria della camorra. Per esprimere che nonos­tante tutto siamo ancora qui e lot­ti­amo per la lib­ertà della creazione e della tes­ti­mo­ni­anza ad ogni costo.

La realtà cam­pana dell´attività della camorra e assai triste, feroce, spi­etata e total­i­taria. Saviano ci espone la realtà cam­pana come una realtà in neg­a­tivo: vivere fuo­ri­legge, con­sid­er­are il crim­ine come qual­cosa di nat­u­rale sono situ­azioni con­gen­ite, e la capac­ità di con­trastare, pub­bli­care una tes­ti­mo­ni­anza, lottare con­tro la camorra come qual­cosa di asso­lu­ta­mente strano ed eccezionale. E Saviano non trascura alcun aspetto di questa tragic­ità della Cam­pa­nia attuale. La sua inchiesta-testimonianza è così spi­etata come è spi­etata la camorra con­tro i suoi oppos­i­tori. L´apporto dell´autore non con­siste soltanto nel pub­bli­care tutti i cri­m­ini di questa orga­niz­zazione, ma anche in numerosi pas­saggi rif­lessivi, dove si trat­tano il carat­tere e la filosofia di questi cri­m­ini. Saviano si mostra in tal modo come un nar­ra­tore impec­ca­bile e molto maturo, uno dei pochi che si esprima da solo con­tro il flusso mas­s­ic­cio di gran parte della soci­età cam­pana che e stata costretta a col­lab­o­rare con la crim­i­nal­ità organizzata.

Pier Paolo Pasolini

Non dovremmo pen­sare che gli eroi non esistono in Gomorra. Sono pre­senti, ma solo come esempi eccezion­ali che ter­mi­nano con la morte come nel caso del prete Don Pep­pino Diana, o con un asso­luto iso­la­mento e soli­tu­dine come per quell’insegnante di scuola ele­mentare che decise di tes­ti­mo­ni­are in una causa di omi­cidio. L´autore sposta la fron­tiera della nos­tra percezione della let­ter­atura. Nel suo libro tro­vi­amo solo un po’ del romanzesco e solo un po’ del let­ter­ario nel senso orig­i­nario dei ter­mini. Gomorra è un libro pieno di vita, tes­ti­mo­ni­anza, realtà e tutto ciò in così ampia misura che la fron­tiera tra let­ter­atura e vita è per­fet­ta­mente sfu­mata. Roberto Saviano invita tutti gli autori alla con­sid­er­azione che fece già a sua volta Pier Paolo Pasolini: la let­ter­atura senza cor­ag­gio per­son­ale, coin­vol­gi­mento e ris­chio non è una vera let­ter­atura. La let­ter­atura che non riv­ela la realtà nascosta della nos­tra vita e che non ci aiuta a com­pren­derla non è una vera let­ter­atura. E in questo caso molto meglio se il tema cen­trale non è stato atten­u­ato con poet­ic­ità o metafore.

Un grande ringrazi­a­mento non va solo all´autore, ma anche alla tradut­trice, Alice Flem­rová, che rende con grande capac­ità l’attuale lin­guag­gio ital­iano del ven­tunes­imo sec­olo. Il ceco di Flem­rová è molto pre­ciso, adeguato e soprat­tutto attuale. Il testo nella sua traduzione scorre molto facil­mente, senza osta­coli o dis­guidi. Molto preziose sono le note a piè di pag­ina con le quali la tradut­trice avvic­ina alla realtà ital­iana, alcune volte assai lon­tana per il let­tore ceco.