La mia Gomorra può sperare negli immigrati.

Ph. © R. Schirer/F.Corradini

Riotta — Ormai Gomorra è diven­tata la fotografia dell’Italia del pre­sente in tutto il mondo. Ma come ti immag­ini Gomorra nel 2050?
Saviano - Dif­fi­cilis­simo. Ho, devo dire, una forte sper­anza per tutta una serie di dinamiche, quindi non una sper­anza – di dinamiche che osservo, no – quindi non una sper­anza così, roman­tica, che viene dal cuore. Questa è una sper­anza che viene dalle tem­pie. Sto notando, ad esem­pio, che nel Sud Italia le due grandi riv­olte con­tro la crim­i­nal­ità orga­niz­zata sono state fatte dagli africani. Sì, certo, c’è la soci­età civile che si impegna, certo ci sono le asso­ci­azioni, ma sono mino­ranze. Invece la gran parte della comu­nità africana a Cas­tel Volturno e a Rosarno, in Cal­abria, ha(nno) deciso di dire di no alle orga­niz­zazioni crim­i­nali, non per un motivo morale ma per­ché la loro vita, il loro sogno di vita — ancora più impor­tante — entra in con­trad­dizione con gli ordini della crim­i­nal­ità orga­niz­zata. Cioè: con­tin­uare a vivere in baracca, con­tin­uare a non poter avere diritti ele­men­tari come l’ospedale, come essere pagati a gior­nata e non a cas­setta di pomodoro. Questi gli ordini della crim­i­nal­ità orga­niz­zata, che accetta la loro pre­senza solo a queste con­dizioni. Loro invece sog­nano una casa, la pos­si­bil­ità di avere diritti, la pos­si­bil­ità di man­dare i figli a scuola e quindi devono com­bat­tere la crim­i­nal­ità orga­niz­zata. In più c’è l’emigrazione: gli ital­iani vogliono andare via da questi posti. Tra l’altro posti, non è sec­on­dario, mer­av­igliosi ma aggred­iti dal cemento, dalla cat­tiva ges­tione del ter­ri­to­rio. Comunque vanno via questi ital­iani e arrivano gli africani, che da quel ter­ri­to­rio non vogliono scap­pare ma anzi sentono sem­pre più pro­prio: ci nascono i figli, sac­ri­f­i­cano gran parte della loro vita per lavori spesso duris­simi e quindi sentono che quel ter­ri­to­rio è loro. Allora come mi immag­ino? Immag­ino che la grande occa­sione che ha l’Italia del Sud, prima ancora della Fran­cia, prima ancora della Spagna, prima ancora della Ger­ma­nia, sarà quella di avere città mul­tiet­niche, nel senso che Cas­tel Volturno sarà scu­ra­mente la prima città africana d’Europa. Sarebbe mer­av­iglioso pen­sare il primo sin­daco africano d’Europa, ma sono certo che questo accadrà. Non può che accadere. Dall’altro c’è anche una grande paura: cioè che queste orga­niz­zazioni stanno arrivando sem­pre di più a essere multi­nazion­ali che deter­mi­nano — per esem­pio — le politiche finanziarie delle banche. La crisi ha fatto aprire in qualche modo le grandi banche europee ai cap­i­tali del nar­co­traf­fico, che sono i grandi cap­i­tali che hanno ancora liq­uid­ità. E quindi la paura che potremmo trovarci di fronte a grandi isti­tuti di cred­ito che deci­dono di appog­giare quello piut­tosto che quell’altro gruppo impren­di­to­ri­ale, con­dizionati dalla crim­i­nal­ità orga­niz­zata. E in ultimo, pen­sando a Gomorra tra molto tempo, credo che il grande con­trasto sarà pos­si­bile farlo non più con la denun­cia del sin­golo cit­tadino cor­ag­gioso, non più con — spesso — l’isolamento del tes­ti­mone di gius­tizia o il pen­tito. La grande futura pos­si­bil­ità di con­trasto sarà data da un web con­sapev­ole, non un web cia­r­la­tano. Cioè la capac­ità di fare imme­di­ata­mente conoscenza della dinam­ica; sve­lare una dinam­ica mafiosa sig­nifica creare già l’anticorpo. Solo che per sve­larla non puoi rac­con­tarla a poche per­sone, (ma) a molte per­sone. E credo che in questo il web, le nuove gen­er­azioni, pos­sano in qualche modo essere il futuro del con­trasto.
Riotta - Sei stato il primo che ha rac­con­tato la mafia glob­ale: il porto di Napoli, arrivano con­tainer, la scop­erta della glob­al­iz­zazione, la Cina prima. La malavita orga­niz­zata ha in questo mondo che, ci dicono gli esperti, l’Europa invec­chia, l’Asia invec­chia, l’Africa e l’America restano i due con­ti­nenti invece ancora gio­vani. Come si muover­anno?
Saviano - Quello che, dici­amo, per­cepisco è che sta acca­dendo da molto tempo devo dire, almeno negli ultimi dieci anni, uno strano par­al­lelo tra den­sità abi­ta­tiva e crim­i­nal­ità orga­niz­zata. Fac­cio un esem­pio: i mes­si­cani sono sem­pre stati con­siderati, all’interno della sto­ria della crim­i­nal­ità orga­niz­zata tutto som­mato minori, cioè comu­nità crim­i­nali che lavo­ra­vano per la vera crim­i­nal­ità, che era quella colom­biana per esem­pio, quella ital­iana o italoamer­i­cana. Tutto sta cam­biando per moltissime ragioni: la prima è che interi quartieri diven­tano i loro for­tini, la loro fab­brica, men­tre prima con­trol­lare un ter­ri­to­rio poco abi­tato (era) più com­pli­cato, più risorse bisogna inve­stire. Questo sig­nifica che Cina, Mes­sico, alcune grandi cap­i­tali africane saranno i poli dell’economia crim­i­nale e sem­pre meno dell’economia legale. L’altra sper­anza è questa: oggi per capire il mondo bisogna andare a Città del Mes­sico e a Lagos, molto di più che andare a Roma o a Madrid o New York stesso. Anche per­ché le nuove gen­er­azioni, quelle più colte che riescono ad accedere alla conoscenza, com­pren­dono il movi­mento dei mer­cati, com­pren­dono i tal­enti, com­pren­dono le nuove idee con più veloc­ità di un amer­i­cano, di un ital­iano, di un francese. Come sem­pre lad­dove c’è la mag­gior sof­ferenza, lì nasce il tal­ento per affrontarla se non per risolverla. E quindi io immag­ino enormi movi­menti, sarà un po’ fan­ta­scienza ma io immag­ino enormi movi­menti di uomini il cui des­tino sarà o nelle mani della crim­i­nal­ità o nelle mani di un grande, come dire, sogno di col­lab­o­razione. Cerco di essere più chiaro: se gli africani si spostano verso l’Europa e tro­ver­anno una Castel­volturno — ritorno al mio ter­ri­to­rio — con un sin­daco africano c’è sper­anza che siano risorsa. Se si muovono e tro­ver­anno, come è oggi a Cas­tel Volturno, i capi del clan dei Casalesi, diven­ter­anno petro­lio per il motore crim­i­nale.
Riotta — Roberto Saviano, grazie.