Destra-Sinistra il partito che attacca Saviano.

Di Gianni Riotta.

Saviano al Fes­ti­val dell’Economia di Trento

La radice prima delle critiche che vanno appun­tan­dosi sullo scrit­tore Roberto Saviano è l’invidia. Cias­cuno dei polemisti che osteggiano in queste ore il sag­gista napo­le­tano si adon­terà subito davanti a questa pal­mare ver­ità, qual­cuno agguan­terà la tastiera del por­tatile per nuovi sfoghi polemici, senza cam­biare la realtà.

Invidia per il suc­cesso di Roberto, il suo best seller, la fama che com­porta, la firma in prima pag­ina, le inter­viste, i fes­ti­val. L’amicizia di Salman Rushdie e Orhan Pamuk, l’accesso a quel dial­ogo inter­nazionale tra pari che i suoi crit­ici intrave­dono a mala­pena sui roto­calchi alla moda e – come la vec­chia volpe della vec­chia favola davanti alla vec­chissima uva – dis­prez­zano per­ché non sanno ottenere. Dimen­tichi della per­se­cuzione e delle sof­ferenze che Saviano patisce, ogni giorno.
Fin qui, ci sarebbe poco da aggiun­gere se non un fraterno monito, «Robé, così è la vita, e così è soprat­tutto la vita in Italia, “Nes­suno ti per­dona una buona azione da noi”, amava dire Enzo Fer­rari, il Drake». Sono però le altre, più velenose, radici dell’avversione per l’autore di «Gomorra» che vale la pena di anal­iz­zare.
Esse si dis­tin­guono in due grandi viluppi. Il primo, appan­nag­gio di libel­listi e pro­pa­gan­disti di centro-destra, accusa Saviano di essere l’ennesimo giro­tondino antiber­lus­co­ni­ano, un ipocrita che vende libri gra­zie alla Mon­dadori del pre­mier, ma lo crit­ica nei talk show. Qual­cuno, met­tendo mano a un canard dif­fuso dai gior­nali locali con­trol­lati dai clan camor­risti, gli dà del falsario.

La morale è sem­plice: azzer­are l’analisi com­p­lessa che Saviano fa del Sud d’Italia nel 2010 alla mod­esta cifra del «Dalli a Berlus­coni!», e ster­il­iz­zare l’influenza di «Gomorra» sulla parte del paese che vota e si riconosce nella mag­gio­ranza, senza con­donare, o sen­tirsi neu­trale, davanti al racket della malavita organizzata.

Il sec­ondo viluppo, appan­nag­gio di libel­listi e pro­pa­gan­disti di centro-sinistra, accusa Saviano di essere l’ennesimo pal­adino del post­mod­erno, un ipocrita che vende libri gra­zie alla Mon­dadori del pre­mier, ma si guarda bene dal criti­carlo a fondo nei talk show. Qual­cuno, met­tendo mano a un canard dif­fuso dai gior­nali con­trol­lati dai clan snob, gli dà del sem­p­li­ciotto. Anche questa morale è sem­plice: azzer­are l’analisi com­p­lessa che Saviano fa del Sud d’Italia nel 2010 alla mod­esta cifra del «Non dai abbas­tanza con­tro Berlus­coni!», che se fa vendere qualche copia di libri e quo­tid­i­ani, svanisce davanti alla sfida della crisi eco­nom­ica che ha diluito la fidu­cia nell’opposizione.
È la clam­orosa, non la sola purtroppo, apparizione del Par­tito Destra-Sinistra, un fenom­eno orig­i­nale ital­iano, dove spez­zoni di pop­ulismo, rot­tami delle ide­olo­gie total­i­tarie del 900, odio stizzito verso il pre­sente con il suo bene e il suo male (Andrea Romano va scrivendo con lucid­ità di questo trend) si fon­dono. Il Destra-Sinistra manovra a tenaglia – da destra attacco a Saviano «nemico di Berlus­coni», da sin­is­tra attacco a Saviano «antiber­lus­co­ni­ano made in Medi­aset» –. Per­ché il Destra-Sinistra non ha né gli stru­menti cul­tur­ali, né inter­esse e pas­sione per com­pren­dere pene e pro­gressi della nos­tra soci­età, non parla di crisi eco­nom­ica e degli anni di sac­ri­fici che ci aspet­tano, delle ricette da sper­i­mentare per uscire dai guai. No, il Destra-Sinistra è costretto da livore e igno­ranza ad accapigliarsi sul des­tino di questo, o quel talk show in tv, su questo o quel pro­ced­i­mento penale in corso da lus­tri, su questa o quella calun­nia incro­ci­ata a carico di Tizio o di Caio, dep­re­cati con iden­tici insulti. Nel frat­tempo, il Destra-Sinistra deve abbat­tere, umil­iare, inza­c­cher­are, dele­git­ti­mare chi­unque si sot­tragga a questa Batra­comiomachia, questo wrestling di idee agli steroidi. La lotta alle mafie da cui il gio­vane Saviano è par­tito? La coscienza che ne ha dif­fuso in Italia e nel mondo? Non impor­tano, occorre defor­marlo in quaquaraquà inoffensivo.

Alla Con­segna della Lau­rea Hon­oris Causa a Brera

È la filosofa Franca D’Agostini nel suo sag­gio «Ver­ità avve­le­nata» (Bor­inghieri) a indi­vid­uare il virus respon­s­abile, tra l’altro, anche del risen­ti­mento anti Saviano. Colpa di chi “avve­lena i pozzi”, non con­testa mai le altrui ragioni oppo­nendo le pro­prie, né con­tro­batte gli altrui fatti e impli­cazioni invo­cando fatti più pre­cisi e impli­cazioni meglio con­geg­nate. No: il Destra-Sinistra preferisce inquinare il pozzo della ver­ità, togliendo dig­nità agli avver­sari. Se non la pensi come me sulla crisi sei un servo – o un esegeta – di Tremonti. Se non la pensi come noi sugli Ogm sei un lac­ché delle multi­nazion­ali – o un detesta­bile luddista –.

Il Destra-Sinistra degli untori di pozzi della ver­ità scac­cia Saviano, come scac­cia chi­unque cer­chi realtà e non slo­gan e car­i­ca­ture. Con l’aggravante di invidia e gelosia. Roberto Saviano se la caverà, a patto di non smar­rire mai il monito di Luigi Piran­dello, il lavoro è il solo anal­gesico con­tro la canaglia. Lavori, scriva, tiri avanti, il tempo è galan­tuomo. Più dif­fi­cile sarà lib­er­are il nos­tro paese dalla cam­i­cia di forza dei pro­pa­gan­disti del Destra-Sinistra, diversi per col­ore di livrea, iden­tici per metodi e chiusura men­tale. In loro «il caso Saviano» non evoca rif­les­sioni, né critiche serene. Evoca risen­ti­mento, per­ché il Destra-Sinistra odia il futuro nel mondo glob­ale, troppo vasto e impetu­oso per essere com­preso con angusti stru­menti di anal­isi. Detesta con livore il pre­sente per­ché, con­fusa­mente, intu­isce di esserne escluso, inca­pace di vedere le uscite in pos­i­tivo che tutte, nes­suna esclusa, impon­gono equa­nim­ità, con­di­vi­sione, seren­ità, lavoro comune al di là delle idee diverse. Un metodo di lavoro e di vita impos­si­bile per il Destra-Sinistra. Non man­cano, nel migliore centro-destra e nel migliore centro-sinistra per­son­al­ità in grado di azz­it­tire e iso­lare i rispet­tivi, per­ni­ciosi, com­pagni di strada, cen­tauri del dis­prezzo di Destra-Sinistra. Vivremo anni dif­fi­cili, dovremo pas­sare insieme come paese da sen­tieri ardui. Capire e rin­no­vare saranno obbli­ga­tori sforzi comuni. A chi cerca il pozzo cristallino della ver­ità – anche quando gli darà torto – gli avve­le­na­tori di pozzi ris­erver­anno sem­pre odio, per­ché la ver­ità li spaventa e umilia. Che il pen­siero di Destra-Sinistra verrà scon­fitto dalla Sto­ria non v’è dub­bio: dob­bi­amo però evitare che, prima di essere bat­tuto, fac­cia danni irrimediabili.