Al nostro paese, che non attraversa di certo un momento entusiasmante, qualche eroe farebbe bene.

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di Marco Lodoli

Sfor­tu­nato il paese che ha bisogno di eroi” si ripete, citando Bertold Brecht, ma mi sem­bra una di quelle frasi belle da dirsi ma in realtà assai poco vere, un po’ come “caro agli dei chi muore gio­vane”: andrebbe per lo meno ascoltato il parere del morto. E così ho l’impressione che al nos­tro paese, che non attra­versa di certo un momento entu­si­as­mante, qualche eroe farebbe bene, non tanto per trasfor­mare le cose a colpi di spavalde­ria e sprezzo del peri­colo, ma per fornire a tutti quanti, ma soprat­tutto ai ragazzi, qualche mod­ello diverso, più nobile, più generoso.

In quest’ultimo mese Roberto Saviano è stato attac­cato da tutte le parti, da destra e sin­is­tra, da sopra e sotto: ci sono dei mis­er­abili che sosten­gono che Saviano “s’è arric­chito” con le sue denunce, che ha spec­u­lato sui guai della sue terra e altre nefan­dezze del genere; e c’è chi se la prende con questo trentenne eroico, che s’è rov­inato la vita per sem­pre, che non può più avere nep­pure una casa sua, una fidan­zata, quat­tro amici, per­ché è diven­tato un’icona. Ecco il punto. In qualche modo Saviano sarebbe ricon­ducibile alla soci­età dello spet­ta­colo, al teatrino che tutti i giorni mostra le sue maschere a noi, popolo bue, capace solo di applaudire.

Sono sas­sate feroci che arrivano pro­prio dai campi a sin­is­tra di Saviano. Para­dos­salmente si con­testa la sua vis­i­bil­ità, il faro sem­pre acceso, il per­son­ag­gio. Questi criti­coni dovreb­bero pas­sare due ore in una delle tante scuole delle per­iferie ital­iane. Ascoltereb­bero lodi sper­ti­cate a Corona, peana spu­do­rati per Lapo, dichiarazioni d’amore per questo o quel cal­ci­a­tore semi­anal­fa­beta ma “tanto fico, tanto bono”. Si apprez­zano bici­pidi, tat­u­aggi, fidan­zate di gomma, occhiali da sole e abbron­za­ture, soldi e sfac­ciatag­gini: si ammi­rano dei pupazzi gonfi e deprimenti.

E allora, io dico, se Roberto Saviano che a ven­ticinque anni inda­gava in totale soli­tu­dine sulle male­fatte dei Casalesi e scriveva le sue sto­rie, e le pub­bli­cava su una riv­ista on line, se uno come lui che ha deciso di rischiare la pelle per accusare dei ban­diti che ten­gono in ginoc­chio intere zone d’Italia, se Saviano diven­tasse un punto di rifer­i­mento, un mod­ello di com­por­ta­mento civile e intel­let­tuale, se la sua fidu­cia nelle parole che dicono la ver­ità e schi­ac­ciano la men­zogna divenisse la fidu­cia di tanta gente, di tanti ragazzi, sarebbe forse una cat­a­strofe? A me sem­bra che sarebbe bel­lis­simo. Il nos­tro paese ha un bisogno dis­per­ato di gio­vani come Saviano, e se qual­cuno avesse la sua fac­cia attac­cata sul muro della stanzetta accanto ai poster dei can­tanti prefer­iti, evviva!