La burocrazia ferma genera quelle legittime richieste di aiuto che diventano merce. Una pensione che non arriva, un centro anziani che non apre, magicamente si trasformano in obiettivi possibili perché in vendita. Esiste un preciso tariffario. E l’ultima frontiera è il nord. Dove in questi giorni spopolano i buoni benzina. L’analisi di Roberto Saviano. In studio, Laura Pertici.
Gli slogan anti Saviano a Scampia, contro la fiction Gomorra, hanno provocato allo scrittore una “grande sofferenza e senso di straniamento”. Lo ha detto Roberto Saviano, al Tg1, sottolineando anche che “il problema è proprio che chi racconta il male diventa il male”. “Non credo che bloccare un tema, una riflessione, un argomento, un film, un libro, tuteli una comunità. Soltanto in maniera miope si può pensare che quello è un racconto che diffama. E’ un racconto invece che dà forza, che deve dare il coraggio di trasformare il territorio”. E del fatto che a Scampia non sono mai stati affissi, invece, striscioni contro i boss della camorra, afferma: “Credo che il problema sia proprio questo, che chi racconta il male diventa il male”
Il presidente della municipalità, Angelo Pisani, nega l’autorizzazione a una società di Sky che ha comprato i diritti di “Gomorra” per realizzare una fiction. Ma non è oscurando la parte già buia, spiega lo scrittore, che si cambia un territorio che rischia di restare un ghetto marginale. E aggiunge: “Io continuerò a raccontare”.
Intervista esclusiva al Tg1online: Roberto Saviano racconta il suo rapporto con Napoli a quasi 7 anni dal giorno in cui ha dovuto lasciarla. Una vita sotto scorta alla quale, ammette, non “ci si abitua mai”. Continua la sua lotta alla camorra “attraverso le parole”. E annuncia per l’anno prossimo il suo nuovo libro. L’intervista di Giancarlo Usai.
10 dicembre 2012. Napoli: Roberto Saviano si costituisce parte civile al processo che vede imputati oltre ai boss Iovine e Bidognetti (entrambi detenuti al regime del carcere duro del 41 bis), anche i loro ex avvocati casertani, Michele Santonastaso e Carmine D’Aniello: tutti accusati di minacce e diffamazione nei confronti di Saviano e della giornalista Rosaria Capacchione.
Servizio di ©Riccardo Siano.
“Il ritorno di Berlusconi mi sembra terribile perché avviene in un momento difficilissimo. Mi riferisco alla guerra di camorra, alla chiusura del processo sulla ‘ndrangheta in Lombardia: invece di rispondere a tutto questo, c’è stata questa strategia personalissima. Il rientro di Berlusconi su questi temi mi sembra devastante”. Roberto Saviano, in aula nel palazzo di Giustizia di Napoli come parte civile nel processo contro i boss casalesi, commenta il ritorno di Silvio Berlusconi in campo. “Tenere gli occhi aperti sarà compito dei media della società civile”, prosegue lo scrittore di Gomorra. “Il voto di scambio è, a mio parere, la forza più grande di questa parte politica. Tempo fa feci appello per far seguire ai caschi blu le elezioni in Italia. Berlusconi e il mondo a lui legato tenderà a usare il voto di scambio. Il grande bacino sarà il Mezzogiorno ma non soltanto. Per intenderci oggi con 20 euro ti porti a casa un voto. Spero che le controparti politiche abbiano la forza di non basare tutta la campagna elettorale su “Berlusconi sì, Berlusconi no”, il Paese ne sarebbe devastato”. Saviano parla anche di Scampia: “Spero di andarci quando si accenderanno le luci nella scuola materna in cui si sono spinti i sicari della camorra. La presenza dell’esercito è fondamentale solo come pronto soccorso. Pensare che puntellare di sentinelle i quartieri possa risolvere qualcosa è veramente pericoloso”
(intervista di Conchita Sannino – video di Anna Laura De Rosa)
Berlusconi, voto di scambio, guerra a Scampia. Roberto Saviano ne ha parlato questa mattina, 7 dicembre 2012, a Radio 24 (47 minuti e 27 secondi).
L’audio qui.
L’intervento di Roberto Saviano al convegno “Rapporto narcotraffico 2012″, tenutosi a Montecitorio alla presenza del Presidente della Camera Fini, del Capo della Polizia Manganelli, di Gallitelli, Comandante generale Arma Carabinieri e di Pietro Grasso, Procuratore nazionale Antimafia. Secondo i dati forniti da S.o.S. Impresa, il fatturato delle mafie è di 140 miliardi di euro, cioè 25 miliardi in più rispetto alla manovra finanziaria di un paese, paragonabile quindi alla sua prima economia. Cifre che, sottolinea Saviano, dovrebbero portare il problema al centro del dibattito nazionale da considerare non come “uno dei temi, ma come il tema” della politica italiana”.



