Nobel Liu Xiaobo, la rabbia di Pechino

31/12/2010.In Cina è vietato anche pro­nun­ciare il suo nome. Il gov­erno cinese ha provato a ren­dere nulla l’ esistenza di questo uomo che il mondo ha conosci­uto dopo l’ asseg­nazione del pre­mio Nobel per la pace: Liu Xiaobo.

Così si muore in Calabria per la legge della terra.

la strage di Vibo Valentia

La Repub­blica, 29 dicem­bre 2010. Cinque morti, quat­tro assas­sini. A Vibo Valen­tia una sto­ria di con­fini, di alberi tagliati, di ran­cori e vio­lenza che fa dire ai mag­is­trati: “Peg­gio della ‘ndrangheta”.

LE RAGIONI DELLE PAROLE PIÙ FORTI DELLE PIETRE.

23/12/2010.È BELLISSIMO vedere le ragioni di questo movi­mento che fanno molta più paura, al gov­erno, delle pietre. È stato bel­lis­simo vedere come questo movi­mento abbia dimostrato che la vio­lenza non gli appartiene.

Lettera ai ragazzi del movimento.

gli scontri a Roma

Repub­blica, 16 dicem­bre 2010. CHI LA LANCIATO un sasso alla man­i­fes­tazione di Roma lo ha lan­ci­ato con­tro i movi­menti di donne e uomini che erano in piazza, chi ha assaltato un ban­co­mat lo ha fatto con­tro col­oro che sta­vano man­i­fe­s­tando per dimostrare che vogliono un nuovo paese, una nuova classe polit­ica, nuove idee.

Raccolta differenziata ai tempi dei Borboni.

Ph. © Tam Tam foto

La Repub­blica, 23 novem­bre 2010. Il monte più alto d’Europa è il Monte Bianco: 4810 metri. Il monte più alto del mondo è l’Everest, con i suoi 8848 metri. Ma se noi immag­i­nas­simo una mon­tagna fatta con i rifiuti ille­gali super­erebbe la somma dei due, e di molto: qual­cuno ha cal­co­lato che avrebbe una base di tre ettari e sarebbe alta più di 15mila metri.

O Ninno, il boss bambino che studiava da manager.

Antonio Iovine

La REpub­blica, 18 novem­bre 2010. Ascesa e caduta di Anto­nio Iovine, il camor­rista che vol­eva con­quistare l’Italia. Tutto ciò che è cemento sus­ci­tava il suo inter­esse e quello delle sue imp­rese. È rius­cito anche a fare accettare la droga, un tabù per i Casalesi

Vieni via con me” questa sera alle 21.05, Rai Tre.

Fabio Fazio e Roberto Saviano

La Repub­blica, 8 novem­bre 2010. Io vor­rei riv­ol­germi ai gio­vani, stasera, nella prima pun­tata di “Vieni via con me”, per spie­gare che la macchina del fango non è nata oggi, ma lavora da tempo. Quando si dà fas­tidio a chi comanda si attiva un mec­ca­n­ismo fatto di dossier, di gior­nal­isti con­niventi, di politici fac­cendieri che cer­cano attra­verso media e ricatti di dele­git­ti­mare i rivali.

Caro Garimberti, così non andiamo in onda.

Roberto Saviano

La repub­blica, 20 otto­bre 2010. Roberto Saviano scrive al pres­i­dente Rai sul caso “Vieni via con me”: una “favola” i com­pensi astro­nomici. “Il danno eco­nom­ico per la Rai sarebbe non man­darla in onda”. “Sono i con­tenuti che fanno paura e su questo non siamo dis­posti a trattare”.

Il messaggio di Ken.

Ken Saro- Wiwa

L’Espresso 13 otto­bre 2010.
Uno scrit­tore africano sco­modo e odi­ato dalle multi­nazion­ali. Gius­tiziato dal regime nige­ri­ano per le sue parole di cor­ag­gio e lib­ertà. L’autore di ‘Gomorra’ ha letto il suo diario dal carcere, appena uscito in Italia. E ne ha tratto un inseg­na­mento che vale in tutto il mondo

Mani mafiose sulla democrazia.

ph. © F. Pischetola/ D.Bonera Agency

La Repub­blica, 13 otto­bre 2010. Come si truc­cano i voti, come si con­trol­lano le elezioni, come fanno i clan crim­i­nali a gestire il voto. L’organizzazione si procura schede elet­torali iden­tiche a quelle che l’elettore trova ai seggi, tramite scru­ta­tori amici e in alcuni casi dalle stam­perie stesse.

La macchina della paura

Roberto Saviano a Repubblica Tv

La Repub­blica, 29 set­tem­bre 2010. Mi guardo intorno e penso: come deve sen­tirsi un gio­vane ital­iano che voglia usare in polit­ica la sua pas­sione civile, il suo tal­ento? La polit­ica di oggi lo incor­ag­gia o lo spaventa? Nella soci­età del gos­sip si viene col­piti uno per volta, e noi siamo spet­ta­tori spesso inca­paci di decod­i­fi­care gli inter­essi cos­ti­tu­iti che stanno dietro l’operazione, i man­danti, il movente. Come si può spez­zare questo mec­ca­n­ismo infer­nale, peri­coloso per la democrazia, e non solo per le sin­gole per­sone coin­volte? L’antidoto è in noi, in noi let­tori, spet­ta­tori e cittadini.

Il fuoco che smaschera il grande bluff del Cavaliere.

ph. © F. Pischetola/ Daria Bonera Agency

La Repub­blica, 25 set­tem­bre 2010. Oggi tutto è tor­nato come prima, ad appena un anno dal decreto legge del 31 dicem­bre del 2009 che san­civa la fine dello stato di emer­genza e del com­mis­sari­a­mento straordinario.

Giancarlo Siani colpito dai clan per il suo talento.

Giancarlo Siani

Il Mat­tino, 23 Set­tem­bre 2010.
Il 23 set­tem­bre del 1985 un com­mando camor­rista ammaz­zava il gior­nal­ista sotto casa, al Vomero. Quel che ha por­tato Siani alla morte è il tal­ento. Fu ucciso per quello che scriveva, una con­clu­sione atroce, nella sua atroce semplicità.

Saviano: il mio San Gennaro.

Il sangue di San Gennaro

La Repub­blica, 19 set­tem­bre 2010. L’autore di “Gomorra” ricorda il suo stu­pore di bam­bino. E rac­conta: “In una città dis­per­ata questa magia è l’unica sper­anza. Per capirla bisogna ascoltarne il battito”

Lo scandalo della democrazia

Angelo Vassallo. Si muore quando si è soli.

La Repub­blica, 7 set­tem­bre 2010. Due pis­tole che sparano, le pal­lot­tole che colpis­cono al petto, un agguato che sem­bra essere anche un mes­sag­gio. Così ucci­dono i clan. Così hanno ucciso Angelo Vas­sallo, sin­daco di Pol­lica, in provin­cia di Salerno. Si muore quando si è soli, e lui — alla guida di una lista civica — si opponeva alle licenze edilizie, al cemento che in Cilento dilaga a scapito di una mag­nifica bellezza.