articolo del 25/2/2010

Ribellarsi allo scandalo.

Di Roberto Saviano.

I giu­dici dicono che la ‘ndrangheta è entrata in Par­la­mento. E’ un’affermazione ter­ri­bile: provi­amo a fer­marci un momento e cer­chi­amo di capire cosa vuol dire. Sig­nifica che il potere mafioso  ha messo piede diret­ta­mente nel luogo più impor­tante, del­i­cato dello Stato: quello dove il popolo si fa sovrano, dove la democrazia si real­izza. E’ questa la vera emer­genza di cui dovremmo dis­cutere. E’ come un ter­re­moto, una valanga, solo che la colpa non è del fato: non è stata una calamità.

Sape­vamo tutto. La crim­i­nal­ità orga­niz­zata prima crea zone dove il diritto non entra, poi si espande, per­vade l’economia, si appro­pria del Paese, e infine entra lei stessa nello Stato. Ci sono anni di inchi­este, prove rac­colte, fiumi di denaro che tes­ti­mo­ni­ano l’immenso potere delle mafie d’Italia. Prima le cosche sicil­iane, poi le cal­abresi e cam­pane hanno tolto al sud ogni pos­si­bil­ità di sviluppo e  avve­le­nano l’intera economia.

Ma la vera emer­genza non è questa. L’emergenza è che tutto questo passi come l’ennesimo scan­dalo silen­zioso, al quale siamo rasseg­nati. L’emergenza è che tutto ciò non fac­cia sen­tire nel cuore, nello stom­aco, nella mente di ogni ital­iano (qual­si­asi sia il suo credo e la sua posizione polit­ica) un’indignazione che lo porti a ribel­larsi, a dire: “Ora basta”.