GIULIANA SGRENA: quello che sta accadendo.

di Ser­gio Naz­zaro e Roberto Saviano

Giu­liana Sgrena

[Abbi­amo inter­vis­tato Hamid Mir, capo redat­tore della GEO Tele­vi­sion aIslam­abad, biografo uffi­ciale di Osama bin Laden e ultimo gior­nal­ista ad averlo inter­vis­tato. Mir svela i ret­roscena del rapi­mento Sgrena e la rot­tura interna che sta avve­nendo nella guer­riglia irachena.]

Sec­ondo il tuo parere per­ché è stata rapita Giu­liana Sgrena?

Giu­liana Sgrena è stata rapita a causa della pre­senza di truppe ital­iane in Iraq. Sta pagando il prezzo della polit­ica del gov­erno ital­iano. Io penso che i rapi­tori siano ribelli Sun­niti, e sono certi che lei non sia una spia e che è con­tro la guerra in Iraq. Il gov­erno ital­iano non ha fatto niente di serio fino ad ora per il rilas­cio di Giu­liana. E’ stata rapita per­chè stava lavo­rando in maniera molto diversa dagli altri gior­nal­isti occi­den­tali. I grandi cor­rispon­denti dei gior­nali amer­i­cani e inglesi fanno “gior­nal­ismo da hotel” men­tre la cor­ag­giosa cor­rispon­dente ital­iana stava seguendo le sue sto­rie con le sue gambe sulla strada, e questa sua atti­tu­dine è stata la causa del rapi­mento. Non ci sono dubbi che molti agenti dei servizi amer­i­cani e inglesi usino tesserini da gior­nal­isti a Bagh­dad. Questo com­por­ta­mento è una minac­cia per tutti i giornalisti”.

I rapi­tori di Giu­liana Sgrena sono gli stessi di Flau­rence Aube­nas di “Liberation”?

Non posso dire che il gruppo sia lo stesso, non ho ele­menti, ma posso dire attra­verso la mia espe­rienza che la mag­gio­ranza degli iracheni odia tutte le nazioni coin­volte in questa guerra. Ho notato questo atteggia­mento da parte degli iracheni dopo l’invasione del 2003. Sono musul­mano ma non ho avuto rap­porti facili con la popo­lazione, per­ché provengo dal Pak­istan, una nazione alleata degli Stati Uniti nella guerra al ter­rore. Quando sono ritor­nato di nuovo in Iraq nel 2004, l’atteggiamento degli iracheni era cam­bi­ato, per­ché il Pak­istan aveva rifi­u­tato l’invio di truppe in Iraq. Ci sono diversi gruppi nelle aree sun­nite ma i loro obi­et­tivi sono gli stessi: vogliono che gli amer­i­cani se ne vadano via. Se gli amer­i­cani invadono l’Italia oggi, che cosa fareste? Sono sicuro che gli ital­iani rea­gireb­bero alla stessa maniera in cui gli iracheni stanno reagendo con­tro gli Stati Uniti e i suoi alleati”.

Dietro la strate­gia dei rapi­menti c’è la mano di Al Qaeda?

”Questa è una domanda molto impor­tante. La prima cosa che devi com­pren­dere è che Al Qaeda non è più un’organizzazione ormai, ma è diven­tata un’ideologia. Molti gruppi in Iraq stanno usando il nome di Al Qaeda come se fosse un fran­chis­ing. Posso dirti, assumen­domene la piena respon­s­abil­ità, che Osama bin Laden è con­tro il rapi­mento dei gior­nal­isti. L’ho incon­trato molte volte e molte volte l’ho inter­vis­tato e so per certo che i suoi com­bat­tenti non pos­sono rapire una donna di 56 anni.Tutti quelli coin­volti nel rapi­mento pos­sono essere stati influen­zati da Osama bin Laden, ma non stanno pren­dendo ordini diret­ta­mente da lui. Posso farti degli esempi recenti. Tre imp­ie­gati dell’ONU per le elezioni, sono stati rapiti in Afghanistan l’anno scorso, da un gruppo pro Al Qaeda. Due degli ostaggi erano donne. Imme­di­ata­mente i leader Tale­bani hanno con­dan­nato il rapi­mento. So anche che i leader di Al Qaeda hanno mandato un mes­sag­gio ai rapi­tori chiedendo per­ché avessero rapite delle donne. Gli ostaggi sono stati rilas­ciati pochi giorni dopo vicino a Kabul. Durante la guerra in Afghanistan, la gior­nal­ista inglese Radley era stata arrestata (otto­bre 2001) per­ché era entrata in Afghanistan senza il visto, ma fu rilas­ci­ata su richi­esta di Al Qaeda. Hanno molto rispetto per le donne gli uomini di Al Qaeda. Anche io sono stato arrestato dai Tale­bani a Kabul, nel novem­bre del 2001. Ho affrontato inter­roga­tori per un giorno intero. Alla fine sono stato rilas­ci­ato e ho avuto le scuse da parte del min­istro degli interni tale­bano che mi disse chiara­mente che Radley era stata arrestata per­ché gli amer­i­cani sta­vano usando molte donne gior­nal­iste e men­di­canti come spie. Mi indicò una gior­nal­ista della Asso­ci­ated Press Kathey Gan­nan come spia al servizio degli amer­i­cani. Era la cor­rispon­dente della AP per l’Afghanistan. Ti ho detto tutto questo per spie­garti che Al Qaeda non è diret­ta­mente coin­volta nel rapi­mento di Giu­liana Sgrena. Se alcuni sim­pa­tiz­zanti di Al Qaeda sono coin­volti, devono capire che hanno fatto un errore e rilas­cia­rla immediatamente”.

E’ pos­si­bile che le forze di occu­pazione in Iraq siano dietro il rapi­mento dei gior­nal­isti scomodi?

Non posso negare questa pos­si­bil­ità a pri­ori, che le forze di occu­pazione siano dietro il rapi­mento di Giu­liana. Lei stava inda­gando pro­prio sulle atroc­ità commesse dalle forze di occu­pazione, può darsi che lei abbia scop­erto delle prove molto impor­tanti delle atroc­ità per­pe­trate. Un altro scan­dalo come quello di Abu Ghraib sta per uscire fuori e forse questo è il per­ché è stata rapita. Ci sono molti falsi siti pro Al Qaeda che oper­ano per creare confusione”.

Ma pos­sono anche essere sem­plici crim­i­nali rapi­tori che hanno fatto tutto questo solo per un riscatto?

Ti rac­conto questa sto­ria: ho incon­trato alcuni crim­i­nali comuni nell’area Al Man­soor di Bagh­dad che mi hanno offerto molti soldi per far cadere in trap­pola un gior­nal­ista occi­den­tale. Avreb­bero richiesto un riscatto ed io avrei avuto la mia parte. Sono scom­parso il giorno dopo dall’ hotel Pales­tine per questa offerta.”

Dietro a questo rapi­mento ci può essere il suo inter­esse per quanto è accaduto nei com­bat­ti­menti a Falluja?

Sono sicuro e so anche con sicurezza che lei stava dietro a una sto­ria molto impor­tante. E riguar­dava le forze di occu­pazione non i ribelli. Il suo rapi­mento è una sfida lan­ci­ata con­tro Al Zar­qawi, se lui è vera­mente un seguace di Osama bin Laden, allora deve fare qual­cosa per il rilas­cio di Giu­liana, per­ché Osama non ha mai avuto come suoi bersagli nella sua vita le donne, e questo rapi­mento può dare una cat­tiva impres­sione su Al Qaeda anche tra gli stessi musulmani”.

Credi che Giu­liana Sgrena sia stata rapita per il suo inter­esse nella resistenza laica anti Sad­dam che com­batte sia con­tro le forze di occu­pazione che con­tro i ter­ror­isti, c’è questo tipo di resistenza realmente?

Sono sicuro che ci sia questa resistenza. Molti musul­mani da diverse parti del mondo stanno giun­gendo nelle aree sun­nite dell’Iraq per com­bat­tere con­tro gli amer­i­cani. Io spero che la vos­tra gior­nal­ista sia rilas­ci­ata quanto prima e che possa scri­vere anche un libro su questa brutta avven­tura, così come ha fatto la gior­nal­ista inglese Radley, cosi che si pos­sano spie­gare i molti mis­teri intorno a questa vicenda”.

Hai notizie o infor­mazioni dall’Iraq su quale sia una pos­si­bil­ità per arrivare alla sua liberazione?

”Si, sono in con­tatto con molti gior­nal­isti amici in Iraq, e loro cre­dono che i leader Musul­mani e i gior­nal­isti devono insis­tere sem­pre di più per il rilas­cio di Giu­liana, fare con­tinue dichiarazioni”.

Rima­nendo sul con­creto che cosa credi si possa fare per poter lib­er­are le due gior­nal­iste, sia Giu­liana che Flau­rence Aubenas?

Cer­cate di pub­bli­care appelli dei gior­nal­isti musul­mani sulla stampa irachena. Inoltre bisogna con­tattare i capi reli­giosi come l’Immam Abu Han­ifa della Moschea di Bagh­dad e lo sce­icco Abdul Qadir Gillani sem­pre della moschea di Bagh­dad. I loro appelli avranno sicu­ra­mente effetto se Giu­liana è nella mani dei ribelli sunniti”.

Credi che Osama Bin Laden possa dare ordini di rapire o rilas­ciare giornalisti?

Ho già risposto a questa domanda. Osama bin Ladin non può ordinare di uccidere o rapire dei gior­nal­isti. Anche il gior­nal­ista amer­i­cano Daniel Pearl non è stato ucciso per ordine di Osama in Pak­istan. E’ stato ucciso da estrem­isti anti amer­i­cani del luogo, e quella ucci­sione ha get­tato ter­ri­bili ombre sui musul­mani. Mi auguro che gli iracheni non com­met­tano lo stesso errore”.