articolo del 17/07/2010

La macchina del fango targata Cosentino.

Quando si dà fas­tidio al gov­erno, o un politico viene scelto al posto di un altro più potente ma inda­gato dall’antimafia, si attiva una macchina fatta di dossier: gior­nal­isti con­niventi e politici fac­cendieri cer­cano di dele­git­ti­mare i rivali. Così si è orga­niz­zato il gruppo che vol­eva dele­git­ti­mare Cal­doro can­didato prescelto dopo che Nicola Cosentino è stato accusato di essere a dis­po­sizione del clan dei Casalesi.

di ROBERTO SAVIANO

Nicola Cosentino

QUANDO si dà fas­tidio al gov­erno o a chi comanda cosa suc­cede in Italia? Quando un politico viene scelto al posto di un altro più potente ma inda­gato dall’antimafia cosa accade? Ora lo vedi­amo. In quel momento, infatti, si attiva una macchina fatta di dossier: gior­nal­isti con­niventi e politici fac­cendieri cer­cano attra­verso media e ricatti di dele­git­ti­mare i rivali. Così suc­cede a chi non si allinea, fango, voci, rac­colta dei vizi, sgre­to­la­mento delle virtù. Un mestiere in cui alcuni cro­nisti cam­pani sono maestri, un mec­ca­n­ismo che in Cam­pa­nia è remu­ner­a­tivo più che altrove. Leg­gere le indagini di questi ultimi giorni  prende allo stom­aco, crea ver­tig­ine. Per questo tutti devono sapere e chi non reagisce sceglie, in qualche modo, di essere com­plice. Provate a leg­gere e capire quanto orga­nizza Nicola Con­sentino insieme a Arcan­gelo Mar­tino, Pasquale Lom­bardi, Flavio Car­boni, Ernesto Sica. Con un aiuto fon­da­men­tale. Quello del Pres­i­dente della Corte di Appello di Salerno per­ché sec­ondo i cara­binieri “Umberto Mar­coni dà una con­sulenza giuridica a tutta l’operazione e con­nette le infor­mazioni all’ambiente gior­nal­is­tico e giudiziario”. Il gruppo si orga­nizza per cer­care di dele­git­ti­mare Ste­fano Cal­doro can­didato prescelto dopo che Nicola Cosentino è stato accusato dalla procura di Napoli di essere un politico e un impren­di­tore a dis­po­sizione del clan dei Casalesi e da questi costruito.

Berlus­coni è infor­mato — da quanto emerge nelle inter­cettazioni — di tutto. Attra­verso Denis Ver­dini a Roma tutti sanno cosa sta facendo la banda del fango. Las­ciano fare, per capire effet­ti­va­mente se la diffamazione di Cal­doro può oscu­rare le accuse di mafia a Cosentino. Tutto questo avviene inaspet­tata­mente, essendo Cal­doro un pupillo di Berlus­coni, ma Cosentino è più potente più utile, e sa molte cose. Fino alla fine, il gruppo aspetta di con­vin­cere Berlus­coni, che mon­i­tora e attende sino all’ultima ora disponi­bile per vedere se il piano viene real­iz­zato o invece l’opinione pub­blica ne resta indifferente.

Cosentino vuole asso­lu­ta­mente diventare pres­i­dente della Regione Cam­pa­nia, e chi gli è intorno sa che con Cosentino pres­i­dente della Regione gli affari sareb­bero espo­nen­ziali e quindi il gruppo — sec­ondo l’indagine dei Cara­binieri di Roma — inizia a rac­cogliere infor­mazioni su Cal­doro. La prima cosa che colpisce è che l’elemento chi­ave sono i suoi pre­sunti rap­porti omoses­su­ali. L’omosessualità che attribuis­cono a Cal­doro diventa stru­mento di dele­git­ti­mazione. Ed è una dimostrazione dell’arretramento della cul­tura polit­ica. Quale sarebbe il “reato” o lo scan­dalo nell’essere omoses­suale? Cosentino e il suo gruppo con­tano invece sul fatto che legare la vicenda Mar­razzo a quella di Cal­doro può incidere sull’opinione pub­blica. L’obiettivo è fare pres­sioni sul Pdl romano, poiché, evi­den­te­mente, il sospetto di essere gay pesa più dell’essere inda­gati dall’antimafia. Emerge dalle inter­cettazioni che questa è la trovata di Cosentino e infatti alcuni ven­gono investiti del com­pito di com­pi­lare un dossier su Cal­doro e i pre­sunti suoi amanti uomini. Il dossier stenta ad arrivare e Mar­tino e Cosentino sono pre­oc­cu­pati. Temono che tutto possa essere solo una sto­ria di voci. Da dire con la “bocca”. Loro voglio carte, dossier, det­tagli da poter usare:

Cosentino: Ma quell’amico la relazione l’ha por­tata no?
Mar­tino: L’ho chiam­ato sta venendo… detto tra me e te mi sono anche molto arrab­bi­ato nicò per­ché sono scoc­ciato
Cosentino: questo vuole piglià per il culo
Mar­tino: ho detto con la bocca con la bocca si man­giano i mac­cheroni diceva totò
Cosentino: bravis­simo bravis­simo
Mar­tino: (…) Porta la cazzo di relazione per­ché sennò la scrivo io e non ne par­liamo più
Cosentino: bravo bravo bravo
Mar­tino: Se sai scri­vere se poi non sai scri­vere io lo so fare per­ché non sono fesso sono pure un poco lau­re­ato come te io non so che cazzo fac­cia nella vita..
Cosentino: non lo so manco io
Mar­tino: forse farà i pompini pure lui che ne so ci stanno tanta gente qua Cal­doro coso… tutti questi fanno questo. Tutti. I boc­chini.
Cosentino: I boc­chini­ani
La bat­tuta sul cog­nome di Italo Bocchino è scon­tata ma Mar­tino riconosce a Cosentino il mer­ito di aver descritto bene la cor­rente che gli si oppone nel Pdl Cam­pa­nia:
Mar­tino: Ma tu mi… assai quando dicesti quel gruppo di ric­chioni, di fro­cetti, di fro­cetti
Cosentino: di fro­cetti ma io sono lungimi­rante…
Mar­tino: È lo so no tu sta cosa te la porti appresso per­ché sei stato un grande
Cosentino: si si il fatto dei fro­cetti questo rimarà nella storia

Mar­tino è entu­si­asta della trovata di Cosentino di mostrare che i suoi rivali siano gay ed è con­vinto di poter aver un con­senso enorme dall’elettorato su questa vicenda:

Mar­tino: io lo dirò nella prossima con­ferenza stampa che farò allo sta­dio San Paolo con te, ti porterò 70, 80 mila per­sone. Ma te lo giuro tu pensi che io scherzo nicò

Così si forma il gruppo, si affi­dano “indagini” per capire. I gior­nal­isti sono “guaglioni è bar­bi­ere” ossia “ragazzi di bar­bi­ere” che lavo­rano per loro, i tes­ti­moni ven­gono defin­iti “can­ta­tori” per­ché can­tano sto­rie e det­tagli sulla vita pri­vata del loro rivale. Così le infor­mazioni ven­gono rac­colte. Mar­tino e Sica si sentono su questo.

Mar­tino: si!
Sica: è abbas­tanza chiaro?
M: si è chiaro ma vedo solo…
S: questo è… queste sono dici­amo…
M: solo date prati­ca­mente!
S: no è dove c’è la cer­ti­fi­cazione! Mo bisogna vedè dici­amo… anche la foto­copia delle cose vab­buò?! E ciooè … qua sem­bra.…
M: Ma io vedo… vedo soltanto …
S: le date e i… e i luoghi
M: ehehe… e i luoghi… luoghi..
S: eh!
M: eh poi non vedo più niente qua dice par­ti­co­lar­mente etc etc
S: eh! è dice
M: poi basta non c’è più niente eheh! Non c’è un… un… unnnn.…

Mar­tino vor­rebbe i nomi delle per­sone che Cal­doro avrebbe incon­trato, Sica gli ha procu­rato i nomi degli hotel e gli promette anche altri doc­u­menti. Poi svela il suo piano: ter­ror­iz­zare Cal­doro senza dif­fondere le notizie.

Sica: … quello già sbanda per­ché sono ver­i­tiere voglio dire! Adesso tutto il resto vera­mente è con­torno per­ché la ci sta pro­prio nome e cog­nome! Quindi basta che tu gli dici ma tu gli dici il 19 set­tem­bre sei andato la! Quello… poi dopo di che vera­mente .… mo bisognerebbe avere una copia… una caz­zata per­ché queste sono leeee per­ché poi lì lui lì andava bimes­tral­mente il vizio è pesante ehhhh

Cal­doro diventa un prob­lema vero per Cosentino, per­ché lui ha il potere elet­torale e impren­di­to­ri­ale ma Cal­doro è più pre­sentabile. Mar­tino nell’intercettazione è chiaro. Bisogna elim­inare la can­di­datura di Cal­doro definito “culat­tone” nell’ottica tipica napo­le­tana che chiama “ric­chione” il gay povero e “culat­tone” il gay ricco.

Mar­tino: “Qua la cosa impor­tante è culat­tone… e domani dice: vab­buò togliamo a culat­tone adesso par­liamo”.
Cosentino: bravo bravo bravo.… d’accordissimo questo è l’obiettivo prin­ci­pale poi tutto il resto è…

La costruzione del dossier è par­tita. Par­lano con Denis Ver­dini, cer­cano Berlus­coni, li avvertono che girano queste voci. Mar­tino e Cosentino non si fidano dei loro “con­tatti” con Berlus­coni. Li definis­cono tutti uomini con la “posta”, con una taglia, una paura, un ricatto. Mar­tino arriva persino a dare dello “stronzo” a Berlus­coni per­ché non capisce chi ha il potere e chi è invece solo un “frocetto”

Mar­tino: Sono tutti fem­minielli e fro­cetti capito
Cosentino: Davanti fanno eh bravo davanti fanno la cosa poi quando vanno di fronte al Cav­a­liere ognuno si vede la posta capito?
M: E quello il Cav­a­liere per questo è uno stronzo solo la gente come me può dire che è no stronzo
Non ven­gono stop­pati. Sem­bra piut­tosto che vogliano aspettare le reazioni dei loro elet­tori. Cosentino e Mar­tino si sentono dopo aver rice­vuto una nuova ver­sione del dossier. Sono con­tenti del risul­tato.
Mar­tino: allora lì ci sono tutte cose cir­costanzi­ate def­i­nite e pun­tu­ali di date di dove va ma va fino all’altro ieri eh? Atten­zione
Cosentino: Ah…
M: questo è metod­ico
C: addirit­tura
M: fino all’altro… si è metod­ico ma fino all’altro ieri, e l’ha sanno ovvi­a­mente con chi va tra i cli­enti è molto conosci­uto. Chi si porta alti belli biondi. Coso… occhi azzurri eccetera (…)

Ogni volta che par­lano dei pre­sunti com­pagni di Cal­doro sono sem­pre più pre­cisi nella descrizione fisica e si trovano spesso rifer­i­menti a “per­sone fonti”. Il che fa pen­sare che siano loro stessi a “costru­ire” le per­sone per gli incon­tri.
Ma c’è di più, di peg­gio. C’è un pas­sag­gio in cui Cosentino chiede a Mar­tino se c’è solo la vicenda dell’omosessualità o anche “l’altro”. “L’altro” sec­ondo i Cara­binieri è il ten­ta­tivo di fab­bri­care un’accusa di camorra. Così da pareg­giare la par­tita. Camorra Cosentino, camorra Cal­doro. Ma su di lui peserebbe anche il “sospetto” di essere gay. Prendi un vec­chio pen­tito, fuori dai giochi e gli fai sparare qualche accusa, il tempo di finire sui gior­nali; poi mag­ari i pm dimostrano che è falsa, ma intanto il fango ti è arrivato. Un vec­chio gioco delle orga­niz­zazioni crim­i­nali che solo pro­cure anti­mafia forti e inte­gerrime riescono a sventare. La log­ica qui è la medes­ima dei quo­tid­i­ani della loro area, ossia sostenere che niente è pulito, tutto è sporco, tutti si è uguali nei vizi e negli inter­essi. Dunque nes­suno può fare la morale.
La macchina del fango vive di questo deside­rio di met­tere tutti sullo stesso piano: tutti cor­rotti, tutti viziosi. Un mec­ca­n­ismo che si riesce a bloc­care quando non si con­trap­pon­gono più santi a demoni, ma piut­tosto quando si dimostra che pur nella con­trad­dizione che è degli esseri umani, gli inter­essi sono diversi, le azioni sono diverse. E anche le debolezze sono diverse.

Cosentino: la relazione riguarda soltanto quell’aspetto là… o pure l’altro…
Mar­tino: no l’altro c’è pure quello, però questo è una cosa che come fece quel Piero là
C: mm, si si
M: che poi è stato visto tutto dopo, qua lo si vede prima, e scusate questo lo fa tutti i giorni mo, e con queste date ovvi­a­mente appena esce ci sta chi le mette fuori
C: vabbè vabbè
M: ci fa il servizio anche ben probante e pulito (…)
M: io credo questa sia la svolta
C: È’ finita…

Pasquale Lom­bardi

Invece non è finita per niente. Il dossier non sor­tisce effetto. Allora Pasquale Lom­bardi  geome­tra avel­li­nese, fac­cendiere che ha relazioni con i poteri che con­tano, giu­dici, impren­di­tori, politici, e che vuole la can­di­datura di Cosentino, spinge per far uscire il dossier sulla stampa. Non alla loro stampa: sarebbe troppo chiaro il dis­egno. Pro­pone di dare il dossier alla redazione di Repub­blica a Napoli, sperando che venga pub­bli­cata per­ché è con­tro il cen­trode­stra. Ma il ten­ta­tivo non riesce.

Lom­bardi: Ma chest sai che bulemm fa? Piut­tosto na cosa di chest potrebbe essere data a la Repub­blica in una busta accussi, virit che suc­cer’, anche questo…(ma questo sai che vogliamo fare piut­tosto una cosa di questa potrebbe essere data a la Repub­blica in una busta così vedete che suc­cede anche questo)

Ma a questo punto la banda del fango non può più sper­are che la cosa sia risolta da Roma, anche per­ché la Cas­sazione resp­inge il ricorso di Nicola Cosentino. Sem­brano nulle le pos­si­bil­ità di essere il prossimo Pres­i­dente della Regione Cam­pa­nia. Eppure ha la certezza dei voti, ha il piano degli affari, tutto gli sem­bra così vicino. Il pen­tito da usare con­tro Cal­doro è Bruno Rossi ex boss della zona di Fuori­grotta che avrebbe dovuto par­lare di una alleanza tra lui e Cal­doro negli anni ’90 con­tro Amato Lam­berti. Mar­tino riceve un sms:

Dici a nicola che dovrebbe uscire il rap­porto di Cal­doro con i trans forse del prob­lema ha par­lato anche un pen­tito. Che fine abbi­amo fatto siamo finiti in un mondo di froci. Povero Berlusconi.”

Esce infatti l’articolo, vero e pro­prio cap­ola­voro di intim­i­dazione. Esce su un blog, www. cam­pa­ni­aelezioni. altervista.org. Un blog visto da pochissimi. Ma anche questa è una log­ica rodata e molto uti­liz­zata in Cam­pa­nia. Di cro­nisti frus­trati e licen­ziati ce ne sono tanti. Il blog ti mette al riparo dalle querele, al mas­simo viene chiusa la pag­ina, ma per­me­tte che la notizia arrivi agli addetti ai lavori. Così le redazioni dei gior­nali ven­gono a sapere infor­mazioni pri­vate su Cal­doro. Un arti­colo che pub­blica esat­ta­mente il dossier voluto dalla banda del fango e che finge di essere a favore di Cal­doro, dicendo che “è una valanga di sterco caduta a valle”, fa rifer­i­mento al “sobrio” Cal­doro scelto al posto di Cosentino. Finge di difend­erlo ma dif­fonde il fango.

Appena esce il blog, Sica e Mar­tino ricevono molte tele­fonate pre­oc­cu­pate. Fin­gono di non sapere niente. Mar­tino riceve men­tre è a cena davanti ad altri del par­tito la tele­fonata di Sica. È una messa in scena.
Sica: Mo mo stavo leggendo ho visto inter­net na cosa cam­pagna elezioni per esem­pio ma pure un altro blog come si chiama elezioni. it (..) sul conto del can­didato nos­tro una cosa incred­i­bile dice: un mar­razzo in cam­pa­nia, nuovo caso Mar­razzo
Mar­tino: Vabbè è un attacco di merda ma come si permettono

Recitano la parte dei “fer­iti dalla notizia” e chi è lì al tavolo ovvi­a­mente prende atto che loro non ne sape­vano nulla. Ed invece il sin­daco di Pon­tecagnano (e asses­sore regionale poi costretto alle dimis­sioni) Sica e Arcan­gelo Mar­tino sanno tutto, sono loro gli art­efici di quel dossier. Sper­ano che Annozero, avendo due cam­pani, come San­toro e Ruo­tolo a gestire la trasmis­sione si occupi con mag­gior det­taglio della vicenda Cal­doro, e sper­ano che pur di bat­tere il Pdl, De Luca il can­didato del cen­trosin­is­tra sia dis­posto a ripren­dere le notizie del dossier. Guardano con piacere che si sta dif­fondendo in tutte le redazioni la notizia, anche se non esce su nes­sun grande gior­nale, tutti ne par­lano e il vento della calun­nia diventa tem­pesta, sper­ano Cal­doro si ritiri ter­ror­iz­zato, che la sua famiglia possa rompersi, vogliono minare il suo equi­lib­rio. Fino alla fine sper­ano di poter vedere Cal­doro inci­ampare così da dimostrare che Cosentino solo avrebbe potuto traghettare alla vit­to­ria il Pdl. La notizia si dif­fonde ovunque e Sica e Mar­tino iniziano ad accusare la “sin­is­tra” di dif­fondere il dossier costru­ito da loro, addirit­tura dicono che è una “por­cata”. A leg­gere sem­bra che pensino di essere inter­cettati e quindi vogliono dare la colpa ad altri, o forse sono rimasti tal­mente impres­sion­ati dalla dif­fu­sione del dossier che pen­sano davvero che i “nemici” politici lo stiano sfruttando.

Mar­tino: queste sono por­cate ma sec­ondo te è la sin­is­tra che sta facendo sta cosa?
S: io penso di si sono..
M: La sin­is­tra eh…
S: quelle por­cate che si fanno pro­prio…
S: quelle por­cate che fanno sotto elezioni sti delin­quenti pensa un po’ che oggi ho par­lato con uno… questi verser­anno ancora altro veleno sopra tutto dici­amo il gruppo storico che si… mon­nezza solo su mon­nezza, un clima pro­prio mam­mamia
M: addirit­tura? Un clima pro­prio ter­ri­bile che verrà fuori domani su Annozero
S: domani c’è Annozero, quello De Luca se lo man­gia voglio dire non c’è partita.

Cosentino e co. Dopo che Cal­doro viene des­ig­nato come can­didato, cer­cano in extremis di puntare su Let­tieri che gli garan­ti­rebbe, a leg­gere le cose che dicono, le stesse con­dizioni di Cosentino. Ma neanche Let­tieri verrà poi prescelto. A quel punto la banda del fango vuole portare i voti al cen­trosin­is­tra per punire Cal­doro: “Arcan­gelo dice che farà un pen­siero su De Luca”… “Arcan­gelo gli dice che anche lui a questo punto è ori­en­tato a spostarsi a sin­is­tra” sono le ultime inter­cettazioni. Dall’altra parte bas­solini­ani ostili a De Luca votano Cal­doro. Tutto diventa una battaglia tra bande che com­prano voti e non c’entra più nulla l’idea, la pas­sione polit­ica, il pro­gramma, il piano, la Cam­pa­nia diviene l’emblema di questo Paese. Il paese intero, gov­erno in testa, ricat­tato da questo sis­tema. Cosentino ne esce appar­ente­mente scon­fitto quando l’informazione nazionale si occupa di lui costrin­gendo i suoi a non can­di­darlo. Ma sa di avere sotto ricatto molti, sa di essere il politico che conta, con i voti, i soldi, le infor­mazioni. Ma sem­bra che il suo potere con­tinui a soprav­vi­vere soprat­tutto nei dossier e nella capac­ità di ege­mo­niz­zare con il suo ruolo il ciclo dei rifiuti: perdi Cosentino, la Cam­pa­nia torna a som­merg­ersi di rifiuti. E questo il gov­erno non può per­me­t­terselo, avendo sbandier­ato la finta soluzione dell’emergenza rifiuti.

Qualunque sia il tuo stile di vita, qualunque sia il tuo lavoro, qualunque sia il tuo pen­siero, se ti poni con­tro certi poteri questi rispon­der­anno sem­pre con un’unica strate­gia: dele­git­ti­mare. Dele­git­ti­mare il rivale agli occhi della pub­blica opin­ione, cer­care di ren­derlo nudo rac­con­tando sto­rie su di lui, descri­vere com­por­ta­menti intimi per met­terlo in dif­fi­coltà, così che le per­sone quando lo vedono com­par­ire in pub­blico pos­sano tenere in mente le immag­ini rac­con­tate e non con­sid­er­arlo cred­i­bile. Un vec­chio boss della Nuova Famiglia, Pasquale Galasso, alla domanda “Per­ché non uccidete mag­is­trati?” rispose chiara­mente: “Signor giu­dice noi prefe­ri­amo delegittimarli”.

©2010 Roberto Saviano/Agenzia Santachiara