La Repubblica, 7 settembre 2010
DUE pistole che sparano, le pallottole che colpiscono al petto, un agguato che sembra essere anche un messaggio. Così uccidono i clan. Così hanno ucciso Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, in provincia di Salerno. Si muore quando si è soli, e lui — alla guida di una lista civica — si opponeva […]
Lo scandalo della democrazia
La lettera di Saviano per la salvezza di Sakineh.
Repubblica, 30 agosto 2010. “Le nostre parole siano pietre” — Lo scrittore unisce la sua voce a quella di intellettuali e artisti europei per fermare la lapidazione della donna iraniana accusata di adulterio.
Roberto Saviano vittima di un avvertimento mafioso.
Il Fatto Quotidiano, 29 agosto 2010. Roberto Saviano sarebbe stato vittima di un avvertimento mafioso. Lo rivela Dagospia. Il fatto sarebbe avvenuto nella sera di lunedì scorso. L’autore di Gomorra, accompagnato da cinque agenti, si trovava a Sabaudia, ospite di alcuni amici. Nella strada circondata dalle ville dei vp della località, la stessa sono state trovate venti cornacchie, uccise e congelate.
Avvertimento mafioso a Saviano le cornacchie morte sulla spiaggia.
Repubblica, 29 agosto 2010. Venti volatili congelati vennero ritrovati il 23 agosto scorso. Le carcasse erano collocate a circa 30 metri l’una dall’altra secondo una disposizione ben precisa. Dopo alcuni giorni di indagini è stato accertato che in quei giorni l’autore di “Gomorra” ha fatto il bagno in quel tratto di mare.
Sabaudia, le cornacchie morte erano un avvertimento contro Saviano.
Corriere della Sera, 29 agosto 2010. Un avvertimento mafioso rivolto allo scrittore Roberto Saviano che era ospite di una villa sul lungomare di Sabaudia. Sarebbe questo il motivo per cui sono state lasciate sulla spiaggia le carcasse di venti cornacchie grigie congelate.
Il partigiano Giorgio.
L’Espresso, 19 agosto 2010.
Ha combattuto con il fucile durante la Resistenza. E con l’inchiostro sui giornali. Ma sempre per la libertà. L’omaggio dello scrittore Roberto Saviano al giornalista Giorgio Bocca che ha compiuto novant’anni.
U2 –ONE– Live in Torino, Bono fa una dedica a Roberto.
Torino, 6 agosto 2010. Durante il loro concerto, nell’eseguire “ONE”, Bono, leader degli U2 dedica un incoraggiamento a Saviano. Al minuto 4 e 22 circa del video.
Vi racconto Bono lontano dal palco
La Repubblica, 6 agosto 2010. Mi sveglio e ricevo un messaggio. In genere sono guai, mi sollecitano per qualche scritto che ancora non ho consegnato, risultati di processi, inchieste, arresti. Ma questa volta si tratta di qualcosa di diverso: “Bono, il leader degli U2, è in Italia e vuole conoscerti”.
Rivoglio la mia vita.
Vanity Fair, 27 luglio 2010.
Roberto Saviano è il suo dito indice, che mentre parla non trova pace e anticipa la mano, in ogni suo movimento. Che sale alla tempia per dire dei pazzi, che rotea raccontando il tempo che scorre, che si punta, rigido, in avanti e chiede conto delle cose.
“Rivoglio la mia vita” — Vanity Fair.
Vanity Fair, 27 luglio 2010.
La gallery con le foto scattate durante il servizio “Rivoglio la mia vita”. Photo © Maki Galimberti.
Il fascino della forza di “Hurricane”.
Repubblica, 2 agosto 2010.
Ecco due libri che per me sono il senso di questa estate. Li ho appena finiti di leggere e ho fatto male, dovevo conservarli più a lungo: Zeitoun e Hurricane.
Al nostro paese, che non attraversa di certo un momento entusiasmante, qualche eroe farebbe bene.
tiscali.it, 29 luglio 2010.
Sfortunato il paese che ha bisogno di eroi” si ripete, citando Bertold Brecht, ma mi sembra una di quelle frasi belle da dirsi ma in realtà assai poco vere, un po’ come “caro agli dei chi muore giovane”: andrebbe per lo meno ascoltato il parere del morto.
Le copertine dei giornali.
Tutte le copertine dedicate a Roberto Saviano.
Polignano a mare — Libro possibile.
Polignano a mare, 17 luglio 2010.
Roberto Saviano e Mario Desiati a Polignano a mare parlano di attualità e letteratura in piazza San Benedetto, la stessa che accolse Saviano in una delle sue prime presentazioni di Gomorra.
Notizie da un tribunale.
Nazioneindiana, 26 luglio 2010.
Ricostruiamo l’antefatto. Nell’autunno del 2006, il cronista napoletano Simone di Meo si rivolge a Mondadori per lamentare che Gomorra riporta il testo dell’accordo di pace di Scampia pubblicato da “Cronache di Napoli” senza citare per nome il quotidiano, né la sua firma dell’articolo. Per quanto il brano serva a denunciare come il giornale agisca da portavoce dei clan e quindi la citazione sembra più nuocere che giovare a chi l’ha scritto, la richiesta viene accolta da Saviano “in assenza di alcun obbligo al riguardo” – come stabilisce testualmente la sentenza – a partire dalla nona edizione di ottobre 2006.